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Il progetto araldico dello stemma comunale di Valdastico trae la sua origine
dallo stemma di cui il comune di Rotzo ha chiesto il riconoscimento alla
Consulta Araldica, nonché dagli stemmi parlanti di Pedescala di Casotto e di
Forni Val d'Astico.
Blasoniamo quindi:
Scudo partito e spaccato (inquartato).
Capo del Littorio, come per legge.
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Nel primo di San Pietro Val d'Astico.
Di rosso alle due torri al naturale di differenti altezze, la maggiore a
destra, e tre abeti disposti tra le torri, sorgenti dalla pianura di verde e
roccia al naturale.
Sopra le torri un lambello di azzurro a tre pendenti.
Il tutto chiuso da una bordatura di azzurro.
Bordatura e lambello assunti per distinguersi dallo stemma di Rotzo (di cui
era già parte la frazione pedemontana di San Pietro Val d'Astico, distaccata per
formare il nuovo comune).
Nel secondo di Forni di Val d'Astico.
Fasciato d'oro e di rosso di dieci pezzi. Sul campo due forni gemelli da
mattoni, in cotto.
Nel terzo di Pedescala.
Di azzurro al monte roccioso al naturale cui si appoggia una scala a piuoli
poggiata col monte sulla pianura di verde al naturale con chiesa a sinistra e
case a destra.
Nel quarto Casotto.
Di verde al casotto della dogana. Capo di oro all'aquila di nero col volo
levato.
Sul tutto la croce formata da quattro catene di acciaio legate in cuore ad un
anello attraversante sulla partizione, simbolo del legame robusto che lega da
ora i quattro "colonnelli" costituenti il nuovo comune di Valdastico
Corona ed ornamenti da comune.
Il Commissario Prefettizio |